iFerr-131 - Anno 2026

febbraio 2026 iFerr 109 www.iferr.com Ester Lamacchia cambiamento viene subito, non attraversato. Il rischio, per l’imprenditore, è confondere il silenzio con l’adesione. IL COUNSELING COME SPAZIO DI ACCOMPAGNAMENTO Il counseling offre uno spazio fondamentale nei momenti di trasformazione: permette alle persone di metabolizzare il cambiamento, non solo di adattarsi ad esso. Non serve a spiegare le strategie aziendali, ma ad aiutare ciascuno a capire come stare dentro ciò che cambia. In un percorso di counseling, le persone possono dare voce a dubbi, paure, aspettative. Possono rileggere il proprio ruolo, riconoscere le competenze che hanno già e quelle che devono sviluppare. Possono ritrovare un senso di continuità anche dentro una fase di discontinuità. UN ALLEATO ANCHE PER L’IMPRENDITORE Per chi guida l’azienda, il counseling non è uno strumento di “gestione delle emozioni”, ma una leva concreta di governo del cambiamento. Governare una trasformazione significa infatti presidiare due fronti distinti e complementari: quello delle persone che vivono il cambiamento e quello di chi ha la responsabilità di farlo accadere. Sul fronte dei dipendenti, il rischio principale è il disorientamento. Quando cambiano assetti, priorità o modalità operative, le persone devono riorientarsi, ridefinire il proprio ruolo, capire cosa è ancora valido e cosa non lo è più. Se questo processo resta implicito, il cambiamento viene subìto: il lavoro continua, ma cala il coinvolgimento, aumenta la fatica, si riduce l’iniziativa. Il clima si modifica lentamente, senza segnali eclatanti, ma con effetti concreti sulla tenuta dell’organizzazione. Sul fronte di chi ha responsabilità di gestione delle persone, il rischio è diverso ma altrettanto critico. Il middle management si trova a dover tradurre decisioni strategiche in azioni quotidiane, tenendo insieme obiettivi, tempi e relazioni. Se non accompagnate, rischiano di restare schiacciate tra le richieste della direzione e le difficoltà operative dei team. Il counseling agisce proprio su questa doppia linea. Da un lato, offre ai dipendenti uno spazio per elaborare ciò che sta cambiando, ritrovare orientamento e continuità. Dall’altro, sostiene chi ha ruoli di responsabilità nel chiarire il proprio posizionamento, rafforzare la funzione di collegamento e diventare un alleato consapevole del cambiamento, non un semplice esecutore. In questo modo, il counseling non sostituisce il ruolo dell’imprenditore, ma lo supporta. Non entra nelle decisioni, ma ne migliora l’attuazione. Restituisce una lettura del funzionamento organizzativo che permette di capire dove il cambiamento è sostenuto dalle persone e dove, invece, rischia di incepparsi. È così che il cambiamento smette di essere solo deciso e inizia a essere davvero governato. QUANDO IL CAMBIAMENTO REGGE: TENERE INSIEME DIREZIONE E PERSONE Un’azienda che cambia bene è un’azienda che tiene insieme direzione e relazione. Sa dove vuole andare, ma si prende cura di chi ci deve arrivare. Il counseling aiuta a fare proprio questo: trasformare il cambiamento da evento traumatico a percorso condiviso. Perché il vero successo di una trasformazione non è solo nei numeri che migliorano, ma nelle persone che restano, crescono e continuano a riconoscersi nell’azienda anche dopo il cambiamento. Un cambiamento che funziona non è quello deciso meglio, ma quello che le persone riescono a portare avanti. Le aziende che attraversano le trasformazioni senza perdere valore sono quelle che investono sul coinvolgimento, non solo sull’esecuzione. In questo senso, accompagnare il cambiamento non è un gesto di attenzione, ma una scelta di governo. È ciò che permette all’azienda di evolvere senza disperdere competenze, relazioni e fiducia. Perché solo il cambiamento che tiene conto delle persone può diventare davvero sostenibile. Ha maturato oltre trent’anni di esperienza nel settore bancario, ricoprendo ruoli manageriali in diversi istituti di credito e sviluppando una solida competenza nella gestione delle persone. Laureata in Economia, ha coltivato parallelamente un profondo interesse per la psicologia, fino a conseguire l’abilitazione come Professional Counselor in Antropologia Personalistica Esistenziale, certificata dalla FAIP Italia Counseling. L’intervista completa è disponibile sul numero 122. Gli articolo sono disponibili su iFerr 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129 e 130. Email: ester.lamacchia65@gmail.com ESTER LAMACCHIA

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