iFerr-131 - Anno 2026

febbraio 2026 iFerr 25 www.iferr.com Rocco Siffredi iFerr: Cosa ti ha colpito di più della fiera SiFerr e del mondo della ferramenta, sicurezza, colore e giardinaggio? Rocco Siffredi: Quello che mi ha colpito di più di SiFerr è il fatto che rappresenta un mondo molto concreto, fatto di persone vere e di lavoro reale. I mondi della ferramenta, della sicurezza, del colore e del giardinaggio sono gli universi della manualità, del “saper fare”, di chi costruisce, sistema, crea. È un ambiente che rispetto molto e nel quale, anche se può sembrare strano, mi ritrovo parecchio. Quando sono a casa mi piace dedicarmi al giardino, al bricolage, al modellismo, a tutto ciò che richiede attenzione, precisione e passione. Sono attività che hanno tantissimo in comune con questo settore e che raccontano una cultura del lavoro che oggi va valorizzata. iFerr: Come ti sei sentito quando ti hanno proposto di diventare testimonial della fiera SiFerr? R.S.: Mi ha fatto davvero molto piacere. Ho accettato perché mi sento vicino a quello che io chiamo il “popolo”, le persone che lavorano, che fanno sacrifici e che sono autentiche. SiFerr non è una fiera del virtuale o delle apparenze, ma un evento che parla di cose concrete. E questo è molto nel mio modo di essere. Anche il mio lavoro, alla fine, ha un lato artigianale: preparo, costruisco, dirigo, curo i dettagli. Non è tutto semplice come qualcuno immagina, si lavora tanto e serve grande professionalità. In questo senso mi sento affine a chi lavora con utensili, macchine e materiali ogni giorno. iFerr: Il 17 maggio 2026 sarai a SiFerr per incontrare i visitatori, firmare autografi e fare foto: come ti senti all’idea di vivere questi momenti con il pubblico? R.S.: Mi fa davvero molto piacere, perché il contatto diretto con le persone è sempre qualcosa di speciale. Le fiere sono uno dei pochi momenti in cui si può incontrare il pubblico dal vivo, senza filtri, ed è una cosa che apprezzo molto. Oggi è vero che, con i cellulari, si fanno molte più foto che autografi: ormai la foto è diventata il ricordo principale e quindi ne faremo sicuramente tantissime. Però, se qualcuno arriverà con una brochure o con un oggetto e mi chiederà un autografo “come una volta”, lo farò volentieri, senza alcun problema. Quello che conta davvero, per me, è poter scambiare due parole, ascoltare le persone, capire chi ho davanti. Mi piace l’idea di incontrare visitatori che lavorano ogni giorno in questo settore, che hanno storie, esperienze e passioni legate al loro mestiere. Sono momenti semplici, ma autentici ed è proprio questa autenticità che rende una fiera come SiFerr diversa da qualsiasi evento solo virtuale. iFerr: Prima della fiera girerai anche una serie di reel per i nostri social: cosa ti piace di più dell’idea di raccontare SiFerr online e coinvolgere il canale ferramenta? R.S.: Mi piace l’idea di raccontare SiFerr parlando a persone che capiscono il valore delle scelte, del lavoro e della passione. Voglio raccontare la fiera per quello che è davvero: un luogo dove si incontrano competenze, esperienze e storie diverse, tutte legate dal filo della manualità. I social sono uno strumento potente se usati bene, e credo possano aiutare a far arrivare il messaggio giusto: SiFerr è una fiera concreta, vera, fatta di persone e non di finzione. iFerr: Un messaggio per chi verrà a trovarci a SiFerr: perché non possono perdersi questa esperienza? R.S.: SiFerr si svolge in una cornice straordinaria come Napoli, una città unica, ricca di energia, storia e creatività. Napoli e il Sud, più in generale, rappresentano da sempre un punto di riferimento importante per il mondo della manualità, del lavoro concreto e dell’ingegno. È un territorio dove il saper fare, l’artigianato e la passione per il lavoro sono ancora valori molto sentiti, e credo che questa fiera sia nel posto giusto. SiFerr non è solo una fiera, ma un’occasione reale di incontro e confronto. Sarà un evento intenso, concentrato in pochi giorni, ma proprio per questo ancora più ricco di contenuti, esperienze e relazioni. Ci saranno momenti professionali, ma anche occasioni più leggere e divertenti, dove condividere storie, idee e punti di vista. Io sarò presente, ci saranno tante aziende e tanti operatori del settore, ma soprattutto ci sarà la possibilità di conoscersi meglio dal vivo. E spesso è proprio questo contatto diretto, più umano e più vicino, a fare davvero la differenza. “VOGLIO RACCONTARE LA FIERA PER QUELLO CHE È DAVVERO: UN LUOGO DOVE SI INCONTRANO COMPETENZE, ESPERIENZE E STORIE DIVERSE, TUTTE LEGATE DAL FILO DELLA MANUALITÀ”

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