iFerr-131 - Anno 2026

febbraio 2026 iFerr 29 www.iferr.com Fox & Patton Co.K. > “OGNI EURO INVESTITO NELLA CORRETTA PREVENZIONE, SI TRASFORMA IN MIGLIAIA DI EURO DI RISPARMIO E PROFITTO, RICORDANDO SEMPRE CHE LA PREVENZIONE DEVE ESSERE UNA PROCEDUTA CONTINUATIVA, NON PUÒ ESSERE LASCIATA ALLA OCCASIONALITÀ” Nel contesto odierno, dove dati, analisi e report rischiano spesso di essere percepiti come meri strumenti informativi, costruire credibilità e affidabilità nel tempo è una sfida per qualsiasi impresa. Ne parliamo con Domenico Bracone, direttore sviluppo Italia-Estero di Fox & Patton Co.K., che ci racconta come l’azienda combina Business Intelligence “human intensive” e sistemi di certificazione strutturati per trasformare la gestione del rischio in un vantaggio strategico concreto. Dalla gestione del credito alla reputazione aziendale, Bracone spiega perché la prevenzione continua e la trasparenza certificata diventano strumenti di valore tangibile per clienti, fornitori, banche e stakeholder. iFerr: Molte imprese e tutti i fornitori di informazioni commerciali parlano di dati e analisi del rischio. Quando l’obiettivo è costruire credibilità e affidabilità , in che cosa si distingue l’approccio di Fox & Patton Co.K. alla Business Intelligence? Domenico Bracone: Il Risk Appetite (livello e tipo di rischio che un’organizzazione è disposta ad accettare per raggiungere i propri obiettivi, bilanciando potenziali benefici e minacce) è per sua natura una parte inevitabile della gestione d’impresa, ma deve essere conosciuto, gestito e se possibile condiviso. Per esempio, il risk appetite applicato alla gestione del credito deve necessariamente attenersi al Risk Tollerance (la tolleranza di rischio che un’organizzazione è disposta ad accettare) consentito per ottenere i migliori risultati di gestione. iFerr: In modo pratico e sostanziale, in che modo è coinvolta l’azienda dal punto di vista operativo? D.B.: La concessione delle dilazioni di pagamento ai clienti, deve sempre tener conto della formula DSO/DPO e cioè incassare prima, e pagare dopo; se ciò non avviene, l’impresa può entrare nel rischio liquidità e possibile default. Dopo aver ricordato questo principio a tutti noto, passiamo a parlare della Business Intelligence applicata alla gestione dei rischi, sia lato clienti che dobbiamo affidare, sia lato fornitori dai quali dobbiamo ottenere le migliori condizioni e qualità dei prodotti o servizi nel tempo, oltre ai collaboratori, ai consulenti, agli agenti mono o plurimandatari etc. iFerr: Parliamo quindi di qualcosa di diverso dalla Business Information on-line? D.B.: Certamente. Si passa dalla semplice Business Information on-line (IA) alla Business Intelligence Human Intensive, con l’obiettivo di guardare, oltre a ciò che appare, anche a ciò che non appare, dai soli dati ufficiali, ma che può, nel tempo, creare seri problemi di gestione aziendale. La corretta impostazione è di utilizzare le due diverse strade: la Business Information per i piccoli rischi, e la Business Intelligence per i medi-grandi rischi. Ogni euro investito nella corretta prevenzione, si trasforma in migliaia di euro di risparmio e profitto, ricordando sempre che la prevenzione deve essere una proceduta continuativa, non può essere lasciata alla occasionalità. iFerr: Oggi la gestione del rischio è sempre più legata alla governance aziendale. In che modo l’adozione di sistemi strutturati e certificati contribuisce a rafforzare la fiducia di clienti, fornitori, banche e tutti gli stakeholders che ruotano intorno all’impresa ? D.B.: L’affidabilità e credibilità dell’impresa vengono spesso trascurate perché percepite dal mercato come concetti intangibili, eppure non è così! Negli ultimi anni c’è una grande attenzione alla reputazione sia dell’impresa sia dei suoi esponenti . Pertanto, andando per gradi, l’impresa si valuta prima di tutto dal suo sistema organizzativo-strutturale, poi dalle competenze e capacità gestionali, dando per scontato che il prodotto o servizio che propone sia di qualità. Per poter dimostrare tutto questo ed essere quindi credibili, bisogna dimostrarlo.

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