iFerr-132 - Anno 2026

iPartner Ester Lamacchia > Ha maturato oltre trent’anni di esperienza nel settore bancario, ricoprendo ruoli manageriali in diversi istituti di credito e sviluppando una solida competenza nella gestione delle persone. Laureata in Economia, ha coltivato parallelamente un profondo interesse per la psicologia, fino a conseguire l’abilitazione come Professional Counselor in Antropologia Personalistica Esistenziale, certificata dalla FAIP Italia Counseling. L’intervista completa è disponibile sul numero 122. Gli articolo sono disponibili su iFerr 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130 e 131. Email: ester.lamacchia65@gmail.com ESTER LAMACCHIA senior non porta solo abilità tecniche, bensì capacità di leggere la complessità, prevenire criticità, interpretare dinamiche relazionali e trasferire esperienza concreta alle nuove leve. Trascurare questa risorsa proprio nella fase finale significa interrompere un possibile passaggio di testimone ad altissimo valore. FINE CARRIERA COME LEVA STRATEGICA La fase conclusiva del percorso lavorativo può diventare una leva di straordinaria utilità. Non un lento accompagnamento all’uscita, ma un tempo di consolidamento e trasmissione. Mentoring, affiancamento, trasferimento del know-how, ruolo di ponte tra generazioni. Ma questo non accade spontaneamente. Richiede una regia consapevole. La differenza non sta nell’età anagrafica, ma nella qualità della transizione. IL CONTRIBUTO DEL COUNSELING AZIENDALE In questo snodo il counseling aziendale offre uno strumento prezioso. Non come intervento riparativo, ma come spazio di riorientamento. Attraverso il counseling, il collaboratore può rileggere il proprio ruolo, elaborare il cambiamento, ridefinire il senso del contributo e trasformare una fase potenzialmente critica in una fase generativa. Parallelamente, l’azienda crea le condizioni perché l’esperienza maturata resti nel sistema e diventi patrimonio condiviso. Per l’imprenditore il beneficio è tangibile: si riduce il rischio di disimpegno silenzioso, irrigidimenti o conflitti intergenerazionali, e si protegge la continuità del sapere. GOVERNARE, NON SUBIRE Le aziende più lungimiranti hanno compreso che la fine carriera non è soltanto un tema individuale o amministrativo. È una scelta di strategia organizzativa. È il punto in cui si decide se disperdere o capitalizzare esperienza, se subire il passaggio o governarlo. Perché la vera perdita non coincide con l’uscita di una persona, ma con tutto ciò che esce insieme a lei senza essere stato riconosciuto, raccolto e trasmesso. Chi è troppo giovane per smettere e troppo vecchio per essere ascoltato non rappresenta un problema generazionale, ma una risorsa manageriale. Sta all’azienda decidere se considerarla un costo in uscita o un investimento di valore fino all’ultimo tratto del percorso. “LE AZIENDE PIÙ LUNGIMIRANTI HANNO COMPRESO CHE LA FINE CARRIERA NON È SOLTANTO UN TEMA INDIVIDUALE O AMMINISTRATIVO. È UNA SCELTA DI STRATEGIA ORGANIZZATIVA” www.iferr.com 100 iFerr marzo 2026

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