> Nata a San Giovanni Rotondo (FG), laureata in psicologia presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti. Ha collaborato con diverse Comunità Terapeutiche ed è stata educatrice. Da 7 anni ricopre il ruolo di educatrice e, di recente, di coordinatrice nella comunità mamma-bambino L’Incoronata di Zorlesco (LO). MARIANNA BARBANO Il distacco dal ruolo può essere trasformato in un nuovo posizionamento: da titolare operativo a mentore, da decisore unico a consigliere strategico. Questo passaggio richiede tempo e consapevolezza. Anche chi entra deve elaborare il proprio distacco: dalla posizione di “figlio” o “collaboratore” per assumere pienamente quella di guida. Questo implica il coraggio di introdurre innovazioni – digitalizzazione del magazzino, nuovi canali di vendita, ridefinizione dell’assortimento – senza vivere ogni differenza come una rottura traumatica. La continuità non è immobilità. È la capacità di portare avanti valori e relazioni, adattando strumenti e strategie al contesto attuale. IL VALORE DEI RITI DI PASSAGGIO Nelle aziende di ferramenta, come in molte imprese familiari, i riti di passaggio sono spesso trascurati. Eppure hanno una funzione fondamentale: dare senso al cambiamento. Un evento pubblico di presentazione del nuovo responsabile, una comunicazione ufficiale ai clienti, un momento di ringraziamento al fondatore sono gesti simbolici che segnano un prima e un dopo. Questi rituali aiutano tutti – famiglia, dipendenti, fornitori, clienti – a riconoscere che qualcosa è cambiato. Rendono visibile il passaggio e legittimano il nuovo ruolo. Senza un momento simbolico, il rischio è che il fondatore continui a essere percepito come l’unico vero riferimento, lasciando il successore in una posizione ambigua. Anche piccoli gesti possono avere un grande impatto: una lettera ai clienti storici, una targa celebrativa in negozio, un incontro dedicato ai collaboratori per condividere la visione futura. Sono modi per onorare il passato e, allo stesso tempo, aprire uno spazio al nuovo. FARE SPAZIO AL FUTURO Il lutto del cambiamento, se attraversato con consapevolezza, diventa una risorsa. Permette di distinguere ciò che va custodito da ciò che può essere trasformato. In una ferramenta, questo significa preservare la qualità del servizio, la relazione di fiducia, la competenza tecnica, ma anche avere il coraggio di innovare processi e modelli di business. Accettare la perdita non è un segno di debolezza. È un atto di maturità imprenditoriale. Solo riconoscendo ciò che si lascia andare si può creare uno spazio autentico per il futuro. Il ricambio generazionale, allora, non è una frattura, ma un passaggio evolutivo: un ponte tra esperienza e innovazione, tra memoria e visione. In definitiva, il cambiamento non chiede di dimenticare. Chiede di trasformare. E nelle aziende di ferramenta, dove le mani hanno costruito nel tempo molto più di un semplice punto vendita, questa trasformazione è prima di tutto un processo umano. iPartner Marianna Barbano “NELLE AZIENDE DI FERRAMENTA, COME IN MOLTE IMPRESE FAMILIARI, I RITI DI PASSAGGIO SONO SPESSO TRASCURATI. EPPURE HANNO UNA FUNZIONE FONDAMENTALE: DARE SENSO AL CAMBIAMENTO” 92 iFerr marzo 2026 www.iferr.com
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