iFerr-133 - Anno 2026

96 iFerr aprile 2026 www.iferr.com iPartner > sapevo come ragionavano. Andrea lo seguivo da tempo, e mi piaceva sia il modo in cui lavorava che quello in cui si rapportava alle persone. Quando hai la possibilità di fare un percorso con gente che stimi, non ci pensi molto. iFerr: Cosa l’ha portato ad appassionarsi al marketing digitale, al content marketing e al personal branding? P.G.: Venivo dalla pubblicità tradizionale, quindi sapevo già costruire un messaggio. Poi il digitale ha cambiato le regole: non si trattava più di sparare un annuncio su un pubblico passivo, ma di creare contenuti utili, avviare conversazioni, costruire relazioni nel tempo. Il content marketing mi ha convinto perché ti obbliga a partire da quello che serve davvero a chi legge, non da quello che vuoi dire tu. Il personal branding, invece, mi ha confermato una cosa che vedo ogni giorno sul campo: le persone si fidano delle persone, molto prima di fidarsi di un brand. Dato che li vedo applicati male quasi ovunque, non mi stanco mai di parlarne. iFerr: Secondo lei, i social ci rendono davvero più social... o ci hanno trasformati in media? P.G.: Ho una posizione abbastanza netta su questo, e l’ho un po’ fatta diventare la mia firma: i social media non ci hanno resi più social, ci hanno resi media. La logica delle piattaforme premia chi produce contenuti, chi pubblica con regolarità, chi ottimizza. Non chi ascolta, chi risponde, chi costruisce qualcosa di vero con un’altra persona. Siamo diventati tutti editori, nel bene e nel male: il bene è che chiunque oggi può avere una voce, il problema è che spesso quella voce parla senza ascoltare nessuno. Usare i social per fare relazioni autentiche richiede uno sforzo deliberato, che va un po’ contro la logica della piattaforma stessa. iFerr: Quali sono i consigli principali che offre alle aziende per sfruttare al meglio il digitale e “IL SETTORE DELLA FERRAMENTA HA QUALCOSA CHE MOLTI ALTRI SETTORI HANNO PERSO: LA COMPETENZA TECNICA CONCRETA. IL NEGOZIANTE SA COSE CHE IL CLIENTE NON SA, SA RISOLVERE PROBLEMI REALI, SA CONSIGLIARE IL PRODOTTO GIUSTO PER IL LAVORO GIUSTO” far crescere il proprio business? P.G.: La prima cosa che dico sempre è: partite da chi siete, non da quale piattaforma usare. Prima di chiedersi “dobbiamo essere su TikTok?”, bisogna avere chiaro cosa si vuole dire e a chi. Gli strumenti cambiano ogni anno, un’identità chiara no. Poi c’è il tema della continuità: chi pubblica contenuti utili con costanza per due anni costruisce qualcosa di reale, chi fa tre mesi di attività intensa e poi sparisce no. E infine c’è una cosa che le aziende spesso non valorizzano abbastanza: le persone che ci lavorano. La competenza di un tecnico, la storia di chi ha fondato l’impresa, l’esperienza quotidiana di un venditore: tutto questo vale più di qualsiasi grafica generica. iFerr: Come lavora con aziende e team per supportarli nella digital transformation? P.G.: La prima cosa che faccio quando entro in un’azienda è stare a guardare e ascoltare: cosa sanno già le persone, dove c’è resistenza, dove invece c’è voglia di imparare. La digital transformation non è quasi mai un problema di tecnologia, è quasi sempre un problema di cultura e di abitudini consolidate. Con The Vortex non lavoriamo mai con moduli preconfezionati, costruiamo percorsi su misura partendo da quello che serve davvero a quel team in quel momento. Ho visto aziende bloccarsi non per mancanza di strumenti, ma perché la comunicazione interna era rotta: le persone non si passavano le informazioni, i reparti ragionavano in silos. Spesso il lavoro più utile che puoi fare non è insegnare a usare uno strumento, è aiutare le persone a collaborare meglio. iFerr: Come possono i suoi consigli aiutare i negozi e le aziende della ferramenta a crescere nel digitale? P.G.: Il settore della ferramenta ha qualcosa che molti altri settori hanno perso: la competenza tecnica concreta. Il negoziante sa cose che il cliente non sa, sa risolvere problemi reali, sa consigliare il prodotto giusto per il lavoro giusto. Nel digitale di oggi, questa è una risorsa enorme. Un profilo social ben fatto, un canale video, anche solo una newsletter che risponde alle domande che i clienti fanno ogni giorno in negozio: tutto questo trasforma quella competenza in fiducia, e la fiducia in clienti che

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