90 iFerr aprile 2026 www.iferr.com iPartner > come queste: • Cosa sta davvero bloccando questo team? • Quale conversazione stai evitando come leader? • Se non cambi nulla nei prossimi sei mesi, cosa succederà alla tua organizzazione? Sono domande che spostano il livello della riflessione. Non lavorano sulla superficie del problema, ma sulla qualità del pensiero del leader. Perché la qualità dei risultati di un’azienda dipende spesso dalla qualità delle domande che i leader si fanno. IL SECONDO FALSO MITO: IL COACHING È PER CHI HA PROBLEMI Molte aziende attivano percorsi di coaching solo quando qualcosa non funziona: conflitti, calo di performance, leadership debole. Ma questo approccio è come usare un personal trainer solo dopo un infortunio. Il coaching funziona meglio prima, quando serve sviluppare il potenziale. Proviamo a fare una domanda da sessione di coaching. Immagina il tuo miglior manager. Ora chiediti: • Quanto potrebbe crescere ancora se avesse uno spazio strutturato per riflettere sulle sue decisioni? • Quanto valore potrebbe generare se migliorasse del 10% la qualità delle sue conversazioni con il team? Il coaching non è una terapia aziendale. È un acceleratore di leadership. IL TERZO FALSO MITO: IL COACHING È TROPPO “SOFT” In molte aziende c’è ancora questa convinzione: il coaching è qualcosa di umano, interessante, ma poco concreto. La domanda che un coach farebbe qui è molto diretta: Quanto costa a un’azienda avere leader che non sviluppano le persone? Facciamo qualche esempio reale.
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