Marta Carvelli “L’IMPEGNO DELL’AZIENDA, ATTRAVERSO QUESTI E ALTRI PROGETTI, STA DANDO BUONI RISULTATI: OGGI LE DONNE RAPPRESENTANO IL 43% DEL MANAGEMENT HENKEL A LIVELLO GLOBALE” vengono intervistati metà candidati uomini e metà donne. Alla fine viene assunta la persona più adatta e qualificata per il ruolo, ma in questo modo assicuriamo pari opportunità nella prima fase di ogni selezione. Un’altra misura riguarda il congedo parentale, con 8 settimane di assenza retribuita al 100% a disposizione dei neopapà o secondi caregiver. L’idea di base è che non ci possa essere un’effettiva parità di genere senza una genitorialità che sia il più possibile condivisa. L’impegno dell’azienda, attraverso questi e altri progetti, sta dando buoni risultati: oggi le donne rappresentano il 43% del management Henkel a livello globale. Per noi la parità è una convinzione che parte da lontano: nella sede centrale di Düsseldorf, ad esempio, esiste un asilo nido fin dagli anni 1940. Già allora l’azienda riteneva che supportare le famiglie potesse incoraggiare il lavoro femminile. iFerr: Guardando al futuro, quali competenze e cambiamenti culturali saranno più importanti per rendere il settore della ferramenta e dell’industria collegata davvero inclusivo e attrattivo anche per le nuove generazioni di donne? M.C.: Occorre agire a tanti livelli. Una chiave che ritengo efficace è la meritocrazia, accompagnata da condizioni eque di accesso e crescita in azienda. Non si tratta cioè di “favorire” le donne, ma di creare un contesto in cui competenza tecnica, conoscenza del prodotto, capacità commerciale e visione di business siano i veri criteri di valutazione, indipendentemente dal genere. Un’industria capace di attrarre e valorizzare talenti – uomini e donne – sarà più pronta a rispondere alle sfide di un mercato in continua trasformazione. maggio 2026 iFerr 25 www.iferr.com tutte molto attente alla parità di genere. In generale, non è sempre facile per una donna affermare la propria “voce”, soprattutto in contesti ancora a prevalenza maschile. Le barriere non sono solo esterne, talvolta sono le stesse donne a porsi dei limiti, frenate anche dagli stereotipi di genere che influenzano le scelte familiari, gli studi e le aspirazioni professionali. Nella ferramenta e nel fai-da-te ci sono comunque molte opportunità. Il consumatore è evoluto, si amplia il target, cresce il peso di competenze come ascolto, consulenza, relazione con il cliente e capacità di valorizzare il prodotto a scaffale: tutti ambiti in cui la prospettiva femminile è preziosa. iFerr: Il mondo della ferramenta è ancora percepito come “maschile”: quanto sta cambiando questa percezione, anche grazie alle politiche aziendali su inclusione e parità di genere che realtà come Henkel promuovono attivamente? M.C.: Il cambiamento è reale, anche se forse più lento di quanto vorremmo. La presenza femminile sta aumentando e, cosa molto importante, oggi vediamo più donne non solo nei ruoli marketing o di staff, ma anche nelle vendite, nei laboratori applicativi, in produzione e come interlocutrici dirette del trade. Questo è un vantaggio competitivo: una squadra “mista” è meglio attrezzata per dialogare con una clientela che non è più solo professionale e maschile. Le aziende che investono nella parità di genere aiutano tutto il settore a intercettare i nuovi bisogni del mercato. iFerr: In che modo le aziende possono favorire l’ingresso e la crescita delle donne in ruoli commerciali, tecnici e manageriali all’interno della filiera industriale legata ai prodotti per la casa e la manutenzione? M.C.: Posso raccontare due iniziative che abbiamo avviato in Henkel negli ultimi anni. È stata rivista la politica di recruitment per cui, quando si apre una nuova posizione,
RkJQdWJsaXNoZXIy NjY4ODQx