iFerr 137 - Anno 2026

settembre 2026 iFerr 97 www.iferr.com Business a Colori > il feedback è probabilmente lo strumento più sottovalutato della leadership. Può trasformare una persona insicura in un professionista consapevole. Può rafforzare una squadra. Può creare una cultura della fiducia. Ma può anche ottenere l’effetto opposto. Per questo amo ripetere una frase durante i miei percorsi di coaching: “Le persone non crescono quando vengono giudicate. Crescono quando comprendono come migliorare”. Questa, per me, è la vera essenza del feedback. IL FEEDBACK NON MISURA IL VALORE DELLA PERSONA Esiste una differenza enorme tra descrivere un comportamento e definire una persona. Dire: “Sei disorganizzato” - significa attribuire un’identità. Dire invece: “Nell’ultima settimana tre consegne sono arrivate oltre la scadenza concordata” - significa raccontare un fatto. Nel primo caso la persona sentirà il bisogno di difendersi. Nel secondo avrà l’opportunità di riflettere. Il cervello umano reagisce alle etichette come a un attacco. Ai fatti, invece, può rispondere con il ragionamento. Ecco perché il coaching insegna a separare sempre la persona dal comportamento. Non correggo chi sei. Ti aiuto a migliorare ciò che fai. È una differenza apparentemente sottile. In realtà cambia completamente il risultato della conversazione. LE PAROLE CHE SPENGONO IL TALENTO Molti feedback vengono pronunciati con buone intenzioni, ma producono conseguenze devastanti. Sono frasi che forse abbiamo sentito anche noi nella nostra carriera. “Non ne fai mai una giusta”. “Te l’avevo detto”. “Con gli altri funziona. Solo con te ci sono problemi”. “Non sei portato per questo ruolo”. Hanno tutte una caratteristica in comune. Chiudono. Non aprono possibilità. Non indicano una direzione. Non aiutano a crescere. Umiliano. E quando una persona si sente umiliata smette di imparare. Inizia semplicemente a proteggersi. LE PAROLE CHE LIBERANO IL POTENZIALE Il feedback efficace è completamente diverso. Non nasce dall’esigenza di avere ragione. Nasce dalla volontà autentica di aiutare qualcuno a migliorare. È concreto. È tempestivo. È specifico. Ed è sempre orientato al futuro. Pensiamo a queste due affermazioni. “La tua presentazione non mi è piaciuta”. Oppure: “Ho notato che hai dedicato molto tempo agli aspetti tecnici. Credo che inserire un caso pratico già nei primi minuti aiuterebbe il cliente a comprendere meglio il valore della tua proposta”. Entrambe comunicano un punto di vista. Solo una, però, offre una strada per crescere. Ed è proprio questa la differenza tra criticare e sviluppare persone. IL METODO CHE UTILIZZO CON LEADER E AZIENDE Nel mio lavoro propongo una struttura semplice, ma estremamente efficace. La definisco la conversazione che costruisce. Si basa su tre passaggi. Osservo. Descrivo esclusivamente ciò che è accaduto. Senza interpretazioni. Senza etichette. Spiego l’impatto. Quale conseguenza

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