iFerr 137 - Anno 2026

92 iFerr settembre 2026 www.iferr.com > Nata a San Giovanni Rotondo (FG), laureata in psicologia presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti. Ha collaborato con diverse Comunità Terapeutiche ed è stata educatrice. Da 7 anni ricopre il ruolo di educatrice e, di recente, di coordinatrice nella comunità mamma-bambino L’Incoronata di Zorlesco (LO). MARIANNA BARBANO maggiore attenzione alla pianificazione, agli investimenti e all’innovazione. Infine, la presenza di professionisti qualificati rappresenta spesso un elemento rassicurante anche per banche, fornitori e partner commerciali, che vedono nell’organizzazione aziendale una maggiore capacità di affrontare il futuro. LE CRITICITÀ DA GESTIRE L’ingresso di manager esterni non è però una soluzione automatica. Per funzionare richiede chiarezza nei ruoli e una condivisione degli obiettivi. Uno degli errori più frequenti consiste nel nominare un manager attribuendogli responsabilità formali ma limitandone concretamente l’autonomia decisionale. In questi casi si generano incomprensioni e conflitti che rischiano di compromettere il progetto. È altrettanto importante che la famiglia imprenditoriale definisca con precisione la propria iPartner Marianna Barbano funzione. Proprietà e gestione devono dialogare costantemente, evitando sovrapposizioni che possono rallentare il processo decisionale. Anche la scelta della persona giusta riveste un ruolo fondamentale. Oltre alle competenze tecniche, occorre valutare la capacità del manager di comprendere la cultura aziendale e di inserirsi in un contesto dove i rapporti personali hanno spesso un peso significativo. IL RUOLO DELLE NUOVE GENERAZIONI L’apertura a competenze esterne non implica necessariamente un minore coinvolgimento degli eredi. Al contrario, in molte realtà il passaggio generazionale più efficace è quello che vede una collaborazione tra la nuova generazione e professionisti esterni. I giovani imprenditori possono portare visione, conoscenza delle nuove tecnologie e sensibilità verso i cambiamenti del mercato, mentre il management contribuisce con esperienza organizzativa e metodologie consolidate. Questa combinazione permette di evitare sia il rischio di una gestione esclusivamente familiare priva delle competenze necessarie, sia quello di una managerializzazione che finisca per disperdere l’identità costruita nel tempo dall’impresa. UNA SCELTA SEMPRE PIÙ DIFFUSA Nel settore della ferramenta si osserva una crescente attenzione verso modelli di governance più evoluti. Pur rimanendo fortemente legate alla dimensione familiare, molte aziende stanno comprendendo che la complessità del mercato richiede competenze diversificate e una maggiore specializzazione gestionale. L’ingresso di manager esterni non deve essere interpretato come una rinuncia al controllo o ai valori dell’impresa familiare. Al contrario, può rappresentare uno strumento per preservarne la continuità e rafforzarne la competitività. Quando il passaggio generazionale viene accompagnato da un progetto organizzativo chiaro e da una corretta integrazione tra proprietà e management, l’azienda può trasformare un momento potenzialmente critico in una concreta occasione di crescita. Per le imprese e i negozi di ferramenta, chiamati a confrontarsi con mercati sempre più dinamici, questa strada appare destinata a diventare una delle principali leve per garantire sviluppo e continuità alle generazioni future. “L’INSERIMENTO DI MANAGER ESTERNI PUÒ RAPPRESENTARE UNA SOLUZIONE EQUILIBRATA: LA PROPRIETÀ MANTIENE IL CONTROLLO STRATEGICO DELL’IMPRESA, MENTRE PROFESSIONISTI QUALIFICATI ASSUMONO RESPONSABILITÀ OPERATIVE E ORGANIZZATIVE”

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