iFerr 137 - Anno 2026

settembre 2026 iFerr 91 www.iferr.com > Marianna Barbano fondatore ha spesso incarnato per anni tutte le principali funzioni aziendali. Acquisti, vendite, rapporti con i fornitori, gestione del personale e relazioni con i clienti ruotavano attorno alla sua esperienza e alla sua capacità decisionale. L’arrivo di un manager esterno comporta inevitabilmente un cambiamento culturale. Le decisioni tendono a essere maggiormente strutturate, vengono introdotti strumenti di pianificazione e controllo, si definiscono procedure operative e indicatori di performance. Per alcune realtà questo passaggio può generare iniziali resistenze. Tuttavia, quando il processo viene gestito correttamente, il risultato è spesso una maggiore capacità dell’impresa di affrontare sfide complesse e cogliere nuove opportunità di mercato. I VANTAGGI DELL’APERTURA A COMPETENZE ESTERNE L’inserimento di manager provenienti da altri settori o da aziende più strutturate può generare numerosi benefici. Innanzitutto consente di introdurre nuove competenze senza rinunciare ai valori che hanno caratterizzato l’impresa nel corso degli anni. Il patrimonio di relazioni costruito dalla famiglia continua a rappresentare un elemento distintivo, mentre il management contribuisce a migliorare organizzazione ed efficienza. Un secondo vantaggio riguarda l’oggettività delle decisioni. Una figura esterna può valutare situazioni e opportunità con maggiore distacco, contribuendo a individuare criticità che all’interno dell’azienda potrebbero essere considerate normali o inevitabili. L’apporto manageriale favorisce inoltre la definizione di strategie di medio-lungo periodo. Nelle imprese familiari l’operatività quotidiana rischia talvolta di assorbire gran parte delle energie. Un management strutturato può aiutare a dedicare “L’INGRESSO DI MANAGER ESTERNI NON È PERÒ UNA SOLUZIONE AUTOMATICA. PER FUNZIONARE RICHIEDE CHIAREZZA NEI RUOLI E UNA CONDIVISIONE DEGLI OBIETTIVI”

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