42 iFerr aprile 2026 www.iferr.com SiFerr 2026 – Premio alla Comunicazione > importante ha riguardato anche il cliente finale, che oggi arriva spesso più informato, confronta alternative, cerca prestazioni specifiche e si aspetta risposte precise. Questo ha reso il punto vendita meno puro distributore e più consulente, soprattutto sulle categorie tecniche. Si è evoluto molto anche il ruolo dei brand e dei produttori, che devono supportare il canale in modo molto più completo: non basta avere un marchio noto e un buon prodotto, servono cataloghi chiari, schede tecniche, formazione, strumenti digitali, materiali per il punto vendita e supporto commerciale costante. Per questo in Saratoga ci stiamo concentrando sempre più sulla produzione di materiali didattici, POP e schede prodotto. Puntiamo inoltre tantissimo su un supporto commerciale veloce e preciso, partendo dal presupposto che si debba rispondere in tempo reale a tutte le richieste che ci arrivano. Inoltre negli ultimi anni il settore ha vissuto una forte accelerazione sul fronte della digitalizzazione: gestione degli assortimenti, aree B2B, contenuti online e integrazione con l’e-commerce. Eppure, nonostante tutta questa evoluzione, la differenza continua spesso a farla il rapporto umano: affidabilità, conoscenza del cliente e capacità di dare il consiglio giusto. Questo è il bello di lavorare nella ferramenta: è un settore fatto di persone autentiche e aperte, con cui è sempre piacevole confrontarsi. iFerr: Quali competenze ritiene siano fondamentali per avere successo nel settore ferramenta, sia ora sia quando ha iniziato a lavorare? C.D.A.: Credo che, sia oggi sia quando ho iniziato, la base sia rimasta la stessa: voglia di mettersi in gioco, disponibilità a fare e a supportare le vendite. Da noi contano ancora molto la presenza sul campo, la praticità e la capacità di capire davvero il bisogno del cliente. È cambiato invece il contesto: il mercato è più veloce, i prodotti sono più tecnici e le normative più stringenti. Oggi competenza tecnica e rapidità di risposta sono diventate fondamentali. In più c’è tutta la parte digitale: chi inizia adesso deve avere familiarità con strumenti e contenuti online, cosa che quando ho iniziato io non era ancora richiesta. iFerr: Ci può raccontare un aneddoto divertente o insolito che le è capitato durante il lavoro? C.D.A.: Nel corso della mia carriera ho vissuto diversi episodi insoliti, ma due mi sono rimasti particolarmente impressi. Avevo 25 anni, ero al SAIE per presentare una nuova smerigliatrice della linea Bosch Blu. Si avvicina il titolare di un’impresa, mi guarda e dice senza mezzi termini: “voglio parlare solo con un uomo”. Probabilmente mi aveva scambiata per una hostess. Ero il product manager di quella smerigliatrice, quindi l’interlocutore giusto: con garbo e professionalità ho risposto a ogni sua domanda, e alla fine ha capito che su quel prodotto potevo rispondergli meglio io di molti colleghi. Un’altra volta, durante una giornata didattica presso una termoidraulica, è passato un cliente che nel tempo libero commercializzava anche bigiotteria — e mi ha regalato un bellissimo anello che conservo da vent’anni e indosso ancora. Nella Ferramenta non ti annoi mai, e non sai mai cosa ti aspetta. iFerr: Quali sono i consigli che darebbe a chiunque voglia intraprendere una carriera nel settore ferramenta, sulla base della sua esperienza?
RkJQdWJsaXNoZXIy NjY4ODQx