maggio 2026 iFerr 119 www.iferr.com Marianna Barbano un’attività invisibile in una professione concreta e riconoscibile. Il digital storytelling non è solo promozione, ma anche formazione indiretta e orientamento. LA NECESSITÀ DI VALORIZZARE LE COMPETENZE IBRIDE Un altro aspetto fondamentale è riconoscere e valorizzare la natura “ibrida” del lavoro in ferramenta. Si tratta infatti di una professione che unisce competenze commerciali, tecniche e relazionali. Il ferramenta deve saper vendere, ma anche consigliare; deve conoscere i prodotti, ma anche saperli applicare a contesti reali; deve gestire il cliente, ma anche interpretarne le esigenze spesso non esplicite. Questa complessità dovrebbe essere maggiormente evidenziata nei percorsi di formazione e nei racconti del settore. COSTRUIRE UN NUOVO IMMAGINARIO PROFESSIONALE Per rendere il mestiere più attrattivo è necessario costruire un immaginario nuovo, più aderente alla realtà. Non si tratta di “romanticizzare” la professione, ma di raccontarla per ciò che è: un lavoro dinamico, tecnico, relazionale, in continua evoluzione. Le ferramenta sono spesso luoghi di innovazione pratica, dove si incontrano edilizia, fai-da-te, industria leggera e soluzioni personalizzate. Mostrare questa varietà significa restituire dignità e interesse a un mestiere spesso sottovalutato. DAL SILENZIO ALLA CONSAPEVOLEZZA Il problema del ricambio generazionale nelle ferramenta non può essere risolto solo con incentivi o nuove assunzioni. È necessario intervenire prima, sulla percezione del mestiere. Finché il lavoro del ferramenta resterà “non raccontato”, continuerà a essere invisibile per chi dovrebbe sceglierlo come carriera. Raccontare il valore della consulenza tecnica, la complessità delle competenze e la ricchezza dell’esperienza quotidiana è il primo passo per trasformare un mestiere silenzioso in una professione riconosciuta e desiderata.
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