luglio/agosto 2026 iFerr 107 www.iferr.com Domenico Mazzarella vantava oltre quarant’anni di esperienza nel settore commerciale, di cui trenta maturati all’interno di una multinazionale, dove aveva ricoperto ruoli di crescente responsabilità nella gestione delle vendite e nello sviluppo di reti commerciali. Nel corso della sua carriera aveva guidato trattative complesse e negoziazioni strategiche, contribuendo in modo significativo alla crescita e al consolidamento delle aziende rappresentate. Nel 2020 scelse di intraprendere un nuovo percorso professionale, orientando la propria esperienza verso la consulenza e lo sviluppo delle persone. Si formò come Coach Professionista conseguendo un Master in Programmazione NeuroLinguistica (PNL) applicata al business e all’executive coaching. Successivamente operò come Consulente Commerciale e Coach, specializzandosi nel Team Harmony Coaching, un approccio dedicato allo sviluppo dell’armonia funzionale nei gruppi di lavoro, finalizzato a migliorare collaborazione, leadership e performance. Integrò l’esperienza maturata sul campo con strumenti di coaching strutturati, supportando imprenditori e organizzazioni nel potenziamento delle competenze, nell’ottimizzazione dei processi decisionali e nell’implementazione di strategie efficaci. La sua attività è stata orientata al raggiungimento di risultati concreti e sostenibili, attraverso un metodo pragmatico fondato su visione strategica, chiarezza operativa e sviluppo del capitale umano. DOMENICO MAZZARELLA con l’assenza di leadership o la disponibilità all’ascolto con l’incapacità di prendere decisioni. In questi casi il coaching diventa una semplice etichetta comunicativa. Un linguaggio nuovo applicato a comportamenti vecchi. IL VERO PUNTO: COACHING E MANAGEMENT NON SONO OPPOSTI Uno dei falsi miti più diffusi è che il managercoach debba rinunciare all’autorevolezza. Al contrario. Le organizzazioni hanno bisogno di leader capaci di stabilire direzione, definire obiettivi e assumersi responsabilità. Ma hanno anche bisogno di persone che sappiano sviluppare il potenziale dei collaboratori. La sfida non è scegliere tra management e coaching. La sfida è integrarli. Il manager del futuro dovrà essere contemporaneamente guida, facilitatore, decisore e sviluppatore di talenti. IL FUTURO È IL MANAGER-COACH Il manager-coach non è una moda del momento, ma una risposta all’evoluzione del lavoro e delle organizzazioni. Fare coaching non significa essere sempre gentili, fare molte domande o rinunciare alla leadership, ma creare condizioni di autonomia, responsabilità e crescita. Molti manager pensano di applicarlo, ma spesso si limitano a riformulare vecchie direttive. La differenza tra uso di tecniche e vero approccio da manager-coach è la capacità di generare consapevolezza, responsabilità e sviluppo nel tempo. È fondamentale distinguere manager e coach professionista: il primo è responsabile di risultati e decisioni, il secondo facilita lo sviluppo in modo neutrale, fuori dalle dinamiche gerarchiche. Le organizzazioni evolute non vogliono trasformare tutti i manager in coach, ma creare una cultura di sviluppo continuo in cui leadership e coaching lavorano insieme, con manager orientati alla crescita e percorsi strutturati di coaching. Il coaching professionale è un investimento strategico, non un benefit: in mercati replicabili, il vantaggio competitivo nasce dalle persone e dalla loro capacità di evolvere. Il futuro delle organizzazioni dipende dall’integrazione tra leadership e coaching per ottenere performance sostenibili basate sulla valorizzazione del potenziale umano più che sul controllo. “LE ORGANIZZAZIONI EVOLUTE NON VOGLIONO TRASFORMARE TUTTI I MANAGER IN COACH, MA CREARE UNA CULTURA DI SVILUPPO CONTINUO IN CUI LEADERSHIP E COACHING LAVORANO INSIEME, CON MANAGER ORIENTATI ALLA CRESCITA E PERCORSI STRUTTURATI DI COACHING” Domenico Mazzarella
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