iFerr-136 - Anno 2026

luglio/agosto 2026 iFerr 69 www.iferr.com Ferramenta Giovanni che continueremo a sviluppare. Stiamo lavorando anche sull’organizzazione interna per supportarlo meglio, soprattutto attraverso progetti di automazione del magazzino. Allo stesso tempo, però, crediamo molto nel punto vendita e nel rapporto diretto: il contatto con il cliente resta centrale. La sfida è integrare digitale e fisico senza perdere questo valore. iFerr: Quando avete aderito a Techno Trade Group, cosa vi ha attirato e convinto ad entrare nel Gruppo? G.Q.: È stata una scelta ragionata e condivisa con lo staff: sarebbero stati i ragazzi a lavorare con Techno Trade Group in modo più stretto. All’inizio è nata come proposta, poi abbiamo approfondito e capito il valore del progetto. Ci ha convinto la visione d’insieme e soprattutto la possibilità di collaborare con altre aziende. Il Gruppo mette a disposizione strumenti importanti, come cataloghi, campagne e attività di marketing, che da soli sarebbe molto più difficile sviluppare con la stessa efficacia. iFerr: Cosa avete avuto da Techno Trade Group che non avreste mai immaginato? G.Q.: Sicuramente un salto di qualità nell’organizzazione e nel modo di lavorare. Penso allo sviluppo dello Store, alle campagne a premi, a un approccio più strutturato al marketing. Sono strumenti concreti, che incidono davvero sull’attività quotidiana e che contribuiscono a rendere l’azienda più competitiva. iFerr: Quali i sogni nel cassetto e i progetti futuri per l’azienda? G.Q.: I sogni non mancano. All’inizio il sogno era costruire qualcosa da zero e trovare persone con cui farlo: questo obiettivo è stato raggiunto. Poi nel tempo ne sono arrivati altri, anche ambiziosi. Oggi il progetto più importante è rendere l’azienda sempre più organizzata ed efficiente, anche attraverso un magazzino automatizzato che consenta di avere tutto sotto controllo e lavorare meglio. Ma soprattutto c’è un obiettivo molto chiaro: lasciare a mio figlio Giulio un’azienda solida e facile da gestire, pronta per il futuro. E poi c’è anche una soddisfazione personale: essere arrivato al punto di potermi scegliere il colore dei calzini, cioè avere conquistato una certa libertà grazie al lavoro.

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