settembre 2026 iFerr 103 www.iferr.com > Corrado Frigo Favalli “INCROCIANDO ORDINI PASSATI, PICCHI STAGIONALI E TEMPI DI CONSEGNA, L’AI PUÒ SUGGERIRE SU QUALI REFERENZE PUNTARE E QUALI ALLEGGERIRE” l’AI può suggerire su quali referenze puntare e quali alleggerire. Subito dopo viene l’analisi delle vendite: il gestionale racconta cosa è successo, l’AI aiuta a capire cosa potrebbe succedere, quali codici mantenere, quali prodotti abbinare e dove individuare margini poco valorizzati. Marketing e servizio al cliente sono ulteriori aree di applicazione. SUPERARE LA DIFFIDENZA PARTENDO DA UN RISULTATO L’interesse per l’AI convive con diverse resistenze. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, nella ricerca 20252026, il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede di investire nell’AI e solo il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione. Nel mondo ferramenta la prudenza può essere ancora maggiore, perché sono realtà molto legate al prodotto e alla relazione. Le resistenze più frequenti sono quattro: non sapere da dove cominciare, temere che l’AI possa togliere lavoro, diffidare di dati disordinati e frammentati ed essere prudenti sugli investimenti. Si superano non con una presentazione teorica, ma con un risultato concreto. Prima della tecnologia vengono visione e capacità di leggere i propri dati. Meglio partire da un problema reale, con un obiettivo a 90 giorni. Se, per esempio, le rotture di stock diminuiscono, diventa più semplice riconoscere il valore dello strumento. L’AI POTENZIA LA COMPETENZA AL BANCO È nel rapporto con il cliente che emerge con più forza il ruolo insostituibile delle persone. Il cliente della ferramenta non cerca semplicemente un
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