iFerr 138 - Anno 2026

100 iFerr ottobre 2026 www.iferr.com iPartner Mario Masiero Maestro dell’Accademia Vetrinistica Italiana dal 1996, nasce professionalmente come vetrinista per poi specializzarsi nel visual merchandising. Si occupa di tecnologie applicate al retail e dell’evoluzione della vetrina fisica in digitale, integrando social e siti web. Esperto di comunicazione visiva, approfondisce il neuromarketing per studiare come il cervello influenzi le scelte quotidiane dei consumatori. L’intervista è pubblicata su iFerr 123. I primi articoli sono stati pubblicati su iFerr 125, 127, 129, 131 e 133 e 135. Mail: info@masierovetrine.com MARIO MASIERO > prodotti complementari sono distribuiti in zone completamente diverse del negozio, il cliente potrebbe non rendersi conto di avere bisogno di un determinato accessorio. Un’esposizione ragionata può invece suggerire collegamenti. Non si tratta di spostare necessariamente intere categorie, ma di utilizzare punti strategici del percorso per ricordare al cliente cosa potrebbe servire insieme al prodotto principale. La comunicazione deve essere semplice: “Completa il lavoro con…”, “Tutto ciò che serve per…”, “Indispensabile per…”. Piccoli messaggi possono favorire la scoperta di prodotti che rischierebbero di passare inosservati. VISUAL MERCHANDISING IN FERRAMENTA: COMUNICARE CON SEMPLICITÀ In una piccola ferramenta, il visual merchandising deve semplificare la scelta del cliente, rendendo comprensibili prodotti e caratteristiche tecniche. Una comunicazione efficace punta su pochi messaggi chiari, indicazioni d’uso, vantaggi concreti e prezzi facilmente individuabili. Colori, cartelli ed espositori coerenti aiutano a organizzare le categorie, facilitano l’orientamento e trasmettono ordine, anche con un assortimento ampio. La vetrina, invece, deve attirare l’attenzione e invogliare a entrare attraverso selezioni mirate, temi stagionali, progetti fai-da-te o novità, senza essere sovraccarica. Anche il digitale può contribuire: QR code collegati a video, schede tecniche e istruzioni permettono di approfondire le informazioni senza appesantire gli scaffali. Per mantenere vivo l’interesse, è utile rinnovare periodicamente alcune esposizioni, valorizzando prodotti stagionali e novità. L’obiettivo non è soltanto estetico: un punto vendita ben organizzato facilita l’acquisto, suggerisce prodotti complementari e fa sentire il cliente compreso. In uno spazio limitato, selezionare con cura cosa mostrare può diventare un vero elemento distintivo. PICCOLO SPAZIO, GRANDE IDENTITÀ Il visual merchandising non richiede necessariamente grandi superfici, investimenti importanti o scenografie spettacolari. Richiede soprattutto osservazione, progettazione e coerenza. Per una ferramenta significa partire da una domanda semplice: come posso fare in modo che ogni prodotto, ogni scaffale e ogni centimetro contribuiscano a rendere più facile la scelta? La risposta passa attraverso percorsi leggibili, categorie riconoscibili, esposizioni meno affollate, prodotti protagonisti, suggerimenti d’uso. Ma passa anche dalla capacità di dare un’identità al punto vendita. Perché una ferramenta di piccole dimensioni non deve necessariamente competere sulla quantità di spazio. Può distinguersi sulla qualità dell’esperienza: un ambiente nel quale il cliente riesce a orientarsi, trova ciò che cerca e, magari, scopre anche qualcosa che non aveva previsto di acquistare. In questo senso, il visual merchandising diventa molto più di una tecnica espositiva: diventa un modo concreto per trasformare lo spazio in un servizio. “LA RISPOSTA PASSA ATTRAVERSO PERCORSI LEGGIBILI, CATEGORIE RICONOSCIBILI, ESPOSIZIONI MENO AFFOLLATE, PRODOTTI PROTAGONISTI, SUGGERIMENTI D’USO”

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