QUANTO VALE IL MERCATO DEI DPI IN ITALIA? I NUMERI DI ASSOSISTEMA
Il settore italiano dei dispositivi di protezione individuale vale circa 1,9 miliardi di euro. È la stima relativa al 2024 elaborata dal Centro Studi di Assosistema Confindustria, con le prime previsioni per il 2025 che confermano un valore dello stesso ordine di grandezza. I dati delineano un comparto che, dopo la fase eccezionale legata alla pandemia, ha consolidato la propria dimensione e continua a rappresentare una componente rilevante della filiera della sicurezza sul lavoro.
Il peso dell’industria italiana emerge anche dal confronto con il mercato europeo. Secondo Assosistema Confindustria, l’Italia rappresenta il 12,42% del valore complessivo del mercato dei dispositivi di protezione individuale nell’Unione europea. Un dato che fotografa la presenza di una filiera articolata, composta da imprese attive nella produzione e nello sviluppo di soluzioni per la protezione dei lavoratori. Abbigliamento professionale e protettivo, calzature di sicurezza, guanti, dispositivi per la protezione delle vie respiratorie, degli occhi e del viso sono tra i principali segmenti del mercato.
Guanti, calzature e abbigliamento sono i principali segmenti
La composizione del mercato italiano dei DPI nel 2024 evidenzia il peso di alcune categorie di prodotto. I guanti da lavoro rappresentano il 30,1% del mercato, mentre le scarpe antinfortunistiche raggiungono il 24,9%. Al terzo posto si colloca l’abbigliamento da lavoro e protettivo, con il 24,4%.
Seguono altre categorie di dispositivi destinati a specifiche esigenze di sicurezza, tra cui: caschi ed elmetti da lavoro; occhiali e visiere protettive; apparecchi per la protezione delle vie respiratorie; dispositivi per la protezione di mani, piedi e viso; rilevatori di gas; sistemi e strumenti per il controllo e la misurazione; soluzioni per la protezione dalle cadute dall’alto.
La distribuzione delle quote riflette la varietà dei rischi presenti negli ambienti di lavoro e la necessità di utilizzare dispositivi differenti in funzione delle attività, dei contesti produttivi e dei livelli di esposizione.
Un mercato sempre più orientato a comfort e tecnologia
Il mercato dei dispositivi di protezione individuale sta evolvendo anche sul piano delle caratteristiche richieste dagli utilizzatori. Oltre alla capacità di proteggere dai rischi, acquistano importanza comfort, ergonomia, usabilità e integrazione tecnologica. Secondo Claudio Galbiati, presidente della sezione Safety di Assosistema Confindustria, la domanda si sta orientando verso prodotti più confortevoli e facilmente accettabili dai lavoratori, con una crescente integrazione di nuove tecnologie. Tra gli ambiti che stanno attirando l’attenzione del settore c’è anche l’Intelligenza Artificiale, che può essere utilizzata nello sviluppo dei prodotti, nel monitoraggio del loro corretto impiego e nell’associazione tra rischi presenti e dispositivi di protezione necessari.
Il Made in Italy nella sicurezza sul lavoro
I dati sul mercato dei DPI evidenziano anche il ruolo della produzione italiana. Le imprese del settore operano in diversi segmenti ad alta specializzazione e, secondo Assosistema Confindustria, l’Italia dispone di competenze particolarmente consolidate nella protezione delle vie respiratorie, nelle calzature di sicurezza e nell’abbigliamento da lavoro.
In questi comparti tecnologia, materiali, design e comfort concorrono allo sviluppo di dispositivi destinati a rispondere a esigenze di protezione sempre più specifiche. Il mercato dei DPI si configura quindi non soltanto come un comparto legato alla sicurezza dei lavoratori, ma anche come un’area nella quale innovazione, capacità produttiva e ricerca tecnologica incidono sulla competitività delle imprese.
Le prospettive del mercato dei dispositivi di protezione individuale
Con un valore stimato in 1,9 miliardi di euro nel 2024 e previsioni per il 2025 ancora sullo stesso ordine di grandezza, il mercato italiano dei DPI mostra una sostanziale stabilità rispetto alla fase successiva all’emergenza pandemica. La crescita della domanda di dispositivi più confortevoli e tecnologicamente evoluti, insieme alla necessità di proteggere i lavoratori da rischi differenti, sta spingendo le aziende verso una maggiore specializzazione. In questo scenario, la filiera italiana continua a presidiare numerosi segmenti del mercato europeo, mentre innovazione digitale, nuove tecnologie e attenzione all’esperienza dell’utilizzatore rappresentano alcune delle direttrici lungo cui si sta sviluppando la sicurezza sul lavoro.
