ottobre 2026 iFerr 93 www.iferr.com Paolo Guaitani > “ IL CLIENTE CONOSCE IL PREZZO DEL PRODOTTO, MA RARAMENTE IL PESO AMBIENTALE DEL PROPRIO ORDINE: CHILOMETRI PERCORSI, MATERIALI UTILIZZATI, EMISSIONI GENERATE” più movimentazione, imballaggi, consegne e resi. Proprio questi ultimi sono una delle criticità principali: in alcuni casi rimettere un prodotto nel circuito commerciale costa più che eliminarlo. La seconda questione è la corsa alla consegna sempre più rapida. Il giorno successivo è diventato uno standard e, in alcuni mercati, si è arrivati a poche ore. Una promessa efficace commercialmente, ma non sempre compatibile con una logistica ottimizzata, perché lascia meno spazio per consolidare gli ordini e programmare percorsi efficienti. Infine c’è la trasparenza. Il cliente conosce il prezzo del prodotto, ma raramente il peso ambientale del proprio ordine: chilometri percorsi, materiali utilizzati, emissioni generate. PACKAGING: MENO ARIA, MENO SPRECHI Il packaging è la parte più visibile dell’impatto ambientale dell’e-commerce. Basta aver ordinato un prodotto piccolo e averlo ricevuto in una scatola sproporzionata per capire quanto spazio possa essere sprecato. Se una confezione occupa molto più del prodotto, sui mezzi viaggia anche volume che non ha alcuna utilità. La prima soluzione è progettare imballaggi dimensionati sul contenuto. A questa si aggiungono cartone riciclato, riduzione della plastica di riempimento e imballaggi monomateriale, più semplici da gestire a fine vita. Anche il design può ridurre materiale, peso e volume e favorire il riciclo. La frontiera più interessante è il packaging riutilizzabile: contenitori progettati per essere recuperati, restituiti e rimessi in circolo. Il principio è promettente, ma richiede una rete di raccolta e una logistica dei ritorni efficiente. La confezione deve quindi essere progettata come parte integrante della filiera e del suo intero ciclo di vita. L’ULTIMO MIGLIO, IL NODO PIÙ COMPLESSO Se il packaging è il problema più evidente, l’ultimo miglio è uno dei più difficili da risolvere. È il tratto più breve del viaggio, ma nelle città può essere quello in cui si concentrano le maggiori inefficienze: un furgone effettua decine di fermate, affronta il traffico, cerca parcheggio e talvolta deve tornare indietro perché il destinatario non è presente. Le soluzioni esistono, ma nessuna basta da sola. I furgoni elettrici possono ridurre l’impatto della mobilità urbana; le cargo bike sono interessanti nei centri storici; locker e punti di ritiro concentrano più consegne in un unico luogo e riducono anche le consegne fallite. Esiste poi una soluzione meno tecnologica: la consegna lenta. Offrire al cliente la possibilità di aspettare qualche giorno in più, magari con uno sconto o un vantaggio, permette di consolidare gli ordini e pianificare meglio i percorsi. LA VELOCITÀ NON È SEMPRE SOSTENIBILITÀ La consegna in ventiquattro ore è diventata una promessa centrale dell’e-commerce. Per il consumatore significa comodità; per la logistica può significare meno tempo per aggregare gli ordini e ottimizzare i viaggi. Il punto non è eliminare la consegna rapida, ma smettere di considerarla automaticamente la scelta migliore. Una consegna più lenta, se proposta in modo semplice e accompagnata da un incentivo, può ridurre l’impatto. Se una consegna in tre giorni è più sostenibile di una il giorno successivo, il cliente deve poterlo capire subito. Per anni il commercio online ha eliminato ogni frizione: pochi clic, spedizione veloce, consegna a casa e reso semplice. La sostenibilità chiede invece di reintrodurre qualche elemento di scelta, non come rinuncia, ma come possibilità di scegliere un servizio più efficiente. IL CONSUMATORE TRA CONSAPEVOLEZZA E ABITUDINI Il rapporto tra sostenibilità e acquisti online presenta una contraddizione evidente. A parole l’attenzione per l’ambiente è alta; al checkout, però, consegna gratuita e velocità continuano spesso a prevalere. Non è necessariamente ipocrisia: è il risultato di abitudini consolidate. Qualcosa però cambia, soprattutto tra i più giovani e nelle fasce di spesa più elevate, dove crescono l’attenzione verso provenienza, filiera e materiali. Ma il singolo cliente non può trasformare da solo il mercato. Le sue scelte diventano efficaci quando trova alternative chiare, convenienti e facili da
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